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Boscotrecase
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top
mwhgBoscotrecase (mwhwIPA: /bɔskotreˈkase/cite-ref-4[4]; mwjqVuoschetreccàse in mwjgnapoletano; mwjwBuscutricàse in mwkadialetto boschese)cite-ref-5[5] è un mwlqcomune italiano di mwlg9 810 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmwcittà metropolitana di Napoli in mwnaCampania.
Appartenente al mwngParco nazionale del Vesuvio, gode di una vista sull'intero mwnwgolfo di Napoli. L'area a monte della zona urbana (lì dove il terreno non è coltivato a vigneti dai quali si produce il celebre mwoamwoqLacryma Christi) è caratterizzata da pini marittimi, fichi d'India, ginestre e numerosi tipi di orchidee e di mwogepiphyllum che crescono tra pietre laviche di colore grigiastro. È famosa per la produzione di vini, di botti e per la lavorazione della pietra lavica.
Contents
• Storia
• Società
• Cultura
• Stampa
• Teatri
• Cinema
• Arte
• Economia
• Sport
• Calcio
• Note
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Storia
Epoca romana
L'intera area boschese in epoca romana prese il nome di Pagus Felix Suburbanus in onore di mwraLucio Cornelio Silla che si chiamava Felix. Sotto mwrqAugusto invece si chiamò Pagus Augustus Felix Suburbanus. La tranquillità e l'amenità della periferia pompeiana fu dunque motivo di costruzione di diverse ville di otium. Importantissima fu la scoperta archeologica nel mwrg1903 della mwrwvilla di Agrippa Postumo, il quale era figlio di mwsaAgrippa e mwsqGiulia (figlia dell'imperatore mwsgAugusto). Purtroppo però i lavori furono interrotti dall'eruzione del mwsw1906 che riseppellì gran parte della villa. Numerosi furono gli affreschi del terzo stile pompeiano salvati dagli archeologi e oggi conservati al mwtaMuseo archeologico nazionale di Napoli e al mwtqMetropolitan Museum di New York. Nel mwtg1770 e nel mwtw'74 la scoperta di alcune monete d'oro e d'argento e alcune statue bronzee, oggi conservate al Real Museo di Portici. Ancora nel mwua1899 una villa rustica appartenuta ad un certo L. Arelli Successi, alcune tombe e lampade cristiane, resti di un acquedotto nel mwuq1918, e, nel mwug1928, una mwuwcella vinaria il cui dolio reca la scritta Barniu Erotis.
Il Medioevo
A seguito dell'mwvgeruzione del 79 d.C., il territorio fu per lungo tempo abbandonato. Un folto bosco dal Vesuvio arrivava fino al mare e per questo motivo venne denominato mwvwSilva mala. Intorno all'anno Mille abbiamo informazioni di una chiesetta dedicata a mwwaSan Gennaro (mwwqS. Januarii in Sylva) che all'epoca faceva parte del feudo del barone di mwwgOttaviano e che probabilmente ne era stato il fondatore. mwwwFederico II di Svevia nella prima metà del 1200, volendolo usare come riserva personale di caccia, staccò dal territorio feudale di quel potente barone allocato nel Castello di Ottaviano una vasta area territoriale che comprendeva quella Chiesa. Poi ancora quel territorio ritornò in possesso del barone di Ottaviano. Ma mwxaRoberto d'Angiò, circa un secolo dopo (28 marzo del mwxq1337), di nuovo staccò questo territorio dal feudo ottajanese. Però stavolta non per utilizzarlo come riserva personale di caccia ma per donarlo ai tre monasteri femminili di mwxgSanta Chiara, mwxwSanta Maria Egiziaca e santa mwyaMaria Maddalena che erano stati fondati da sua moglie mwyqSancia d'Aragona. A mwygRoberto d'Angiò successe mwywGiovanna I la quale confermò la concessione del nonno. Per questo motivo il territorio prese il nome di mwzaBosci Trium Domorum: Bosco delle Tre Case Religiose, che nel tempo muterà poi in mwzqBoscotrecase. Tra il XIV e il XV secolo in tutta l'mwzgarea vesuviana furono costruite diverse torri di guardia ad opera di mwzwRaimondo Orsini, conte di mwaaNola, poiché questi voleva difendere il territorio concessogli da mwaqGiovanna II dalle incursioni dei pirati. A questo periodo risale la Torretta, che, scongiurata nei secoli dalle eruzioni del Vesuvio e dai fenomeni sismici, è una delle pochissime costruzioni medievali ancora esistenti nella mwagcittà metropolitana di Napoli.
Età Moderna
Nei due secoli successivi la popolazione del Bosci aumentò fortemente e nacquero i primi quartieri: mwcqOratorio e mwcgAnnunziatella. Il primo prende il nome da un antico oratorio festivo dedicato alla mwcwNatività della Beata Vergine Maria (che dal mwda1780 prese il nome di mwdqCongrega dell'Immacolata Concezione). Il secondo invece da una cappella dedicata all'mwdgAnnunciazione che fu poi eretta a parrocchia nel mwdw1668 con il titolo di mweaAve Gratia Plena. La chiesa sarà retta dai mweqCelestini fino al mweg1807. mwewFilippo III di Spagna cedette il casato di Boscotrecase a Marco Antonio Jodice di Genova poiché gli era debitore di una grande somma di denaro. Infine il Viceré Conte di Lemos lo cedette a Giovanni Piccolomini, figlio di mwfaAlfonso d'Aragona. Nel mwfq1600 la popolazione boschese superò i mwfg7 000 abitanti: la chiesa parrocchiale di mwfwTrecase e Santa Maria Salome di mwgaBoscoreale non potevano ospitare una tale moltitudine di fedeli. Alla luce di ciò i cittadini spinsero i funzionari dell'Università (Comune) di Boscotrecase a richiedere alla Curia Arcivescovile di mwgqNapoli la costruzione di 3 nuove chiese: la mwggChiesa di Sant'Anna nel quartiere Oratorio, l'mwgwAve Gratia Plena (mwhaL'Annunziatella) e quella dello Spirito Santo nel quartiere Terra Vecchia (oggi mwhqTorre Annunziata). La richiesta fu accolta positivamente dal Cardinale mwhgInnico Caracciolo (1607-1685). Fu così che il 19 gennaio dell'anno seguente l'Università di Boscotrecase, con atto notarile, stabilì le rendite annue per i parroci e l'amministrazione delle tre nuove parrocchie. Il parroco di Sant'Anna riceveva 62 mwhwducati l'anno, quello dell'Annunziatella 59 e quello dello Spirito Santo 72. Inoltre non mancavano le copiose offerte dei nobili del paese, che permisero alle tre parrocchie di ingrandirsi e abbellirsi nel corso degli anni. Soltanto l'mwiaAnnunziatella era indipendente dall'Università, il parroco, infatti, veniva mandato direttamente dalla Curia di Napoli. Nel mwiq1696 sorse una lite tra i tre monasteri di mwigNapoli, proprietari del territorio della mwiwSilva mala, per quanto riguardava i confini della proprietà. Il Cardinale di Napoli mwjaGiacomo Cantelmo decise di incaricare l'architetto e il perito del mwjqSacro Regio Consiglio di Santa Chiara per ristabilire i confini della mwjgSilva mala secondo i documenti angioini del 1337. Il mwjwSettecento fu per Bosco un secolo d'oro nonostante la costante attività vulcanica del mwkaVesuvio. La popolazione superò i mwkq10 000 abitanti, si svilupparono l'agricoltura, le industrie e l'economia. Dopo l'agricoltura, la maggiore fonte di guadagno era l'artigianato. Dalla pietra vesuviana si ricavavano i lastroni che pavimentavano le strade del paese e quelle delle città più importanti del mwkgRegno di Napoli, si scolpivano davanzali, soglie, portali e sculture che ornavano suoli pubblici e ville aristocratiche. Gli scalpellini boschesi erano richiesti in tutto il Regno per la lavorazione della pietra. Un altro importante fattore dell'artigianato era (ed è) la produzione di botti. Per quanto riguarda l'agricoltura la maggior parte dei campi era coltivata a vigneto e a frutteto. Grazie a questa ricchezza si provvide all'ampliamento delle due chiese parrocchiali. L'mwkwAnnunziatella fu ingrandita e abbellita con altari in pregiati marmi policromi e numerose tele. L'Università provvide anche all'ampliamento della mwlaparrocchia di Sant'Anna. Nacquero due confraternite laicali nelle due parrocchie, rispettivamente quella del Rosario e quella dell'mwlqImmacolata Concezione. Nel mwlg1774 viene costruita anche la Cappella di mwlwSan Gennaro dalla famiglia Vitelli, una delle famiglie più potenti del vesuviano. Numerosi palazzi dal gusto neoclassico vengono costruiti lungo le strade principali della cittadina, tra i più grandi e importanti ricordiamo Palazzo Collaro, Palazzo Monticelli e Villa Rota.
Età Contemporanea
Per un decreto legge del 3 febbraio mwmg1807 (con mwmwGiuseppe Bonaparte, mwnare di Napoli), furono soppressi tutti gli ordini religiosi non mendicanti e fu per questo motivo che i padri Celestini abbandonarono la chiesa dell'Annunziatella. Nel mwnq1810 il quartiere Terra Vecchia venne annesso al comune di mwngTorre Annunziata. Nello stesso periodo cessò il dominio feudale e mwnwGioacchino Murat sottrasse l'intera area boschese ai tre monasteri di mwoaNapoli. Le terre saranno frazionate a vendute a diverse famiglie. La Boscotrecase post-unitaria vide nascere un movimento di briganti con a capo il temutissimo brigante mwoqAntonio Cozzolino detto mwogPilone. Nella località denominata ancora oggi mwowle Ciramelle, fuori dal centro abitato, il Pilone aveva il suo quartier generale. Alcuni eventi ebbero luogo al centro del paese come per esempio quello in cui la banda di briganti assalì la carrozza del direttore del mwpaBanco di Napoli il Marchese Avitabile estorcendogli una somma di denaro pari a circa 20 000 ducati. L'mwpqOttocento vide subentrare nell'economia del paese un nuovo fattore: il turismo. L'ingegnere Gennaro Matrone progettò una strada che avrebbe portato fino al cratere del vulcano, la Strada Matrone fu inaugurata nel mwpg1894. L'inaugurazione della strada permise l'apertura di numerosi alberghi, ristoranti e campeggi, mentre il popolo si guadagnava da vivere portando i turisti in calesse fino a dove la strada lo permetteva. V'era anche chi, con una sorta di mwpwportantina, portava i visitatori a spalla fino al cono del Vesuvio. Nel mwqa1905, fu inaugurata la mwqqlinea ferroviaria Torre Annunziata-Poggiomarino. La stazione venne collocata nei pressi di via Garibaldi, venne spostata in seguito all'eruzione del mwqg1906 in Piazza Matteotti.
L'eruzione del 1906
mwsqNon vi è penna che possa descrivere l'aspetto del monte, non fantasia di poeta che possa immaginare il grandioso e terrificante spettacolo, che si offre allo sguardo dello spettatore… mwsw(G. Gargiulo, mwtaIl Vesuvio attraverso i secoli e l'eruzione del 7-8 aprile 1906)
Il mwtgXX secolo si presentò ai boschesi non nel migliore dei modi. Dopo un decennio di momentaneo riposo, sul finire del mese di marzo cominciarono i primi segni di quella che sarebbe stata una delle eruzioni più catastrofiche della storia. La mattina del 6 aprile il mwtwVesuvio entra in fase parossistica, inoltre si aprirono diverse bocche eruttive. La lava arrivò a monte del paese e si divise in due grandi fiumi di fuoco, uno si diresse verso il quartiere Oratorio, l'altro verso il quartiere Casavitelli. Questo fu salvo poiché la lava s'inoltrò in una grande vallata presente immediatamente sotto il centro abitato (chiamato mwuaVallone Izzo) e si arrestò. In questo modo fu scongiurato l'intero quartiere Annunziatella. Per tutta la notte e la mattinata seguente la lava, invece, avanzò verso il rione Oratorio. Anche qui si arrestò in una cava di pietra lavica verso mezzogiorno.
Il popolo in una lunga processione portò incontro al fiume di fuoco la statua di Sant'Anna. Il disperato corteo viene così descritto da mwvgMatilde Serao in mwvwSterminator Vesevo: «Un canto liturgico ecco, giunge fino a noi, a un crocicchio di via: silenzio universale nella densissima folla. Una rozza croce di legno appare: e dietro, fluttua sulla gente, un'antica statua, Sant'Anna, la patrona di Boscotrecase, Sant'Anna, la Madre della Madonna, Sant'Anna […]. Ondeggia sulle teste la statua mirabile. Da ieri è stata condotta fuori dalla chiesa dell'Oratorio che la custodisce, fuori Boscotrecase, verso la lava: ed è restata lì, nel punto più avanzato, ove l'orrido flagello della lava si appressava, dirigendosi sovra Boscotrecase. Stamane, alle dieci, la prima lava si è fermata, a dieci metri dalla statua di Sant'Anna […]. Ma Boscotrecase è salva. Così, Sant'Anna, portata in vittoriosa processione di ritorno rientra in Boscotrecase». Tuttavia non passarono poche ore che la lava ricominciò il suo rovinoso cammino, distruggendo poche case coloniche e qualche palazzo, raggiunse la parrocchia di Sant'Anna, la circondò, ne invase la cripta, valicò, anche se per pochi metri, il vestibolo d'ingresso, continuò poi verso mwwaTorre Annunziata e si arrestò alle porte della città. Nonostante ciò il resto di Boscotrecase era praticamente illeso, la Serao descrive il quartiere Annunziatella (dove risiedeva la maggior parte della popolazione) come se niente fosse accaduto. Il 15 aprile, giorno di Pasqua, un'altra processione di Sant'Anna sfilò per le strade del paese: il pericolo era cessato. I morti furono ufficialmente 3. Inoltre per ringraziare gli uomini dell'VIII Reggimento Fanteria, che erano venuti in soccorso alla popolazione, venne intitolata loro una strada nel quartiere Oratorio.
Storia recente
Negli anni che seguirono, furono sgomberate le strade dalla lava, e la vita riprese la normalità. L'8 novembre del mwww1913 venne consacrata la mwxachiesa di San Francesco d'Assisi nei pressi di piazza Sant'Anna e quella di San Francesco di Sales (fondata nel mwxq1835 ed eretta a parrocchia nel mwxg1916) a Casavitelli dal Cardinal mwxwGiuseppe Antonio Ermenegildo Prisco. Dopo la mwyaprima guerra mondiale, il 16 novembre del mwyq1924 viene inaugurato il monumento al Milite ignoto in piazza Annunziatella. Nel mwyg1935 viene eretta a parrocchia la cappella della santissima Addolorata, mentre, l'anno successivo, viene inaugurata la scuola elementare. In epoca fascista, con decreto legge del 29 marzo mwyw1928, Boscotrecase e mwzaBoscoreale vennero annesse al comune di mwzqTorre Annunziata. Le due cittadine riacquisteranno l'autonomia il 15 marzo del mwzg1946, il primo sindaco fu Nicola Ricciardi. Nel mwzw1968 viene consacrata la nuova parrocchia della santissima Addolorata e, nel mw0a1972, la nuova chiesa di San Francesco di Sales a Casavitelli che sostituì la vecchia chiesa che, ormai chiusa al pubblico dal 1962, crollò il 21 febbraio del 1974 in seguito a un temporale. Nel mw0q1973 viene inaugurato il nuovo palazzo municipale, nel mw0g1990 la Biblioteca Francesca nella chiesa di San Francesco d'Assisi, nel 2008 viene riaperta la Strada Matrone (chiusa dagli mw0wanni ottanta) e, nel 2010, la nuova stazione della Circumvesuviana.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiese
• mw4aChiesa dell'Ave Gratia Plena (detta anche mw4qL'Annunziatella)
• mw4wChiesa di Sant'Anna
• Cappella palatina di San Gennaro
• mw6aChiesa di San Francesco d'Assisi (mw6q1913)
• Chiesa di San Francesco di Sales (Fondata nel 1835, eretta a parrocchia nel 1916, chiusa al culto nel 1962, crollò nel 1974)
• Chiesa della santissima Addolorata
• Nuova chiesa di San Francesco di Sales
Chiese di altri culti
• Chiesa Evangelica Luterana (Via Matteotti)
Edicole
Numerose sono le edicole votive presenti lungo le strade del paese. La maggior parte è presente all'uscio delle abitazioni, ai lati dei balconi, o nelle scale dei portoni. Le più antiche (e più numerose) sono immagini sacre dipinte su maioliche, le più recenti sono invece semplici affreschi o altorilievi. Alcune di queste vennero costruite in memoria di qualche evento:
• Edicola del crocifisso in memoria di una Santa Missione (1871, Piazza Annunziatella)
• Edicola che ricorda una missione dei Padri Gesuiti del 1924 (Via mw-qSalvo D'Acquisto)
Architetture civili
• Palazzo Amoruso (via Annunziatella, n. 140)
• Palazzo Aversa
• Palazzo Balzano
• Palazzo Carotenuto
• Palazzo Casella
• Palazzo Andrea Collaro (Sede dell'ex Municipio)
• mwaqmPalazzo d'Amaro
• Palazzo Federico
• Palazzo Mangiola
• Palazzo Monticelli
• mwaqgVilla Pelosio
• Palazzo Raiola (via Carlo Alberto, n. 11)
• Palazzo Rendina (via Carlo Alberto, n. 10)
• Villa Rota
• Villa Siena
• Palazzo Tedesco
Architetture militari
• Torre di guardia del XIV secolo (Torretta)
Siti archeologici
Monumenti
• Monumento ai Caduti della mwaroprima guerra mondiale (1924, Piazza Annunziatella, chiamato dal popolo mwarsmwarw'O surdato)
• Monumento commemorativo del centenario dell'eruzione del 1906
Lapidi
• Lapide dei caduti della mwaseseconda guerra mondiale
• Lapide di mwasmSalvo D'Acquisto
• Lapide del Cardinal mwasuPrisco
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2018, i cittadini stranieri residenti a Boscotrecase erano 289, corrispondenti al 2,8% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:cite-ref-7[7]
1. mwatgUcraina, 137 1,3%;
2. mwatoRomania, 32 0,3%;
3. mwatwBulgaria 20 0,1%;
4. mwat4Polonia 17 0,1%.
Tradizioni e leggende
Nell'area boschese vengono narrate diverse leggende, la più famosa, probabilmente, è quella che riguarda la statua di Sant'Anna. La prima conferma della presenza della statua in chiesa è data dagli scritti della mwauevisita pastorale del cardinale mwauiFrancesco Pignatelli alla parrocchia nel mwaum1730. Uno dei primi parroci della chiesa commissionò la statua ad un artigiano, promettendogli al più presto un modello a cui ispirarsi. Di lì a pochi giorni, si presentò alla bottega dell'artigiano un'anziana signora dal nobile aspetto con in braccio una bambina. La donna si presentò all'artista in qualità di modello per la statua che il parroco gli aveva promesso. In seguito il parroco con grande stupore notò che la statua era già stata scolpita a sua insaputa. La credenza vuole che l'anziana signora sia la Santa stessa.
Un'altra leggenda riguarda sempre Sant'Anna. Una nobile boschese si ammalò gravemente e, dall'inizio della sua malattia, vedeva ogni pomeriggio nel suo giardino un'anziana donna passeggiare in compagnia di una bambina. Notata la frequenza del fatto, la nobile donna un giorno andò in giardino ad incontrare la strana signora, questa non le rivelò la sua identità, ma le promise la sua guarigione.
Nel Settecento un contadino si ubriacava di mwauyLacryma Christi, con il pretesto di asciugare le lacrime di Cristo, quindi per lui non era stato d'ebbrezza, bensì estasi. Il parroco allora decise di farlo ubriacare con un altro tipo di vino. Il contadino, vedendo che gli effetti erano gli stessi, diventò astemio e donò tutto il suo vino alla mwaucchiesa di Sant'Anna.
Fino agli mwaukanni cinquanta, a seguito delle mwauomwausQuarantore, si svolgeva una grande processione in onore del mwauwsantissimo Sacramento chiamata "mwau0mwau4'A jatt 'ncopp 'o stennard" ('La gatta sullo stendardo'). In occasione di questa festa i membri di diverse confraternite sfilavano per le strade del paese con alti stendardi. Si dice che, un anno, un gatto sia saltato dal davanzale della finestra di una casa e si sia arrampicato su uno di questi stendardi, il fatto provocò subito lo stupore e il divertimento del popolo.
Istituzioni, enti e associazioni
Ospedale Sant'Anna e Maria Santissima della Neve
Cultura
Scuole pubbliche
• Scuola dell'infanzia-scuola primaria mwavsmwavwPapa Giovanni Paolo II
• Scuola media statale mwav4mwav8Cardinal Prisco
Biblioteche
• Biblioteca Comunale mwawmPino Grizzuti
• Biblioteca Francescana, presso la mwawuchiesa di San Francesco d'Assisi.
Stampa
• mwawkIl Gazzettino Vesuviano (1971)
Teatri
Teatro parrocchiale mwawwMons. Giuseppe Foglia
Cinema
Nel mwaw81952 nel paese viene girato un famoso film: mwaxamwaxeDue soldi di speranza. Durante le riprese il paese prende il nome di Cusano. Al film partecipò l'intera popolazione, nelle scene vengono riprese le strade del centro storico, la mwaxichiesa dell'Annunziatella, l'ex stazione e le campagne a monte del paese.
Arte
Gli affreschi ritrovati nella mwaxuVilla di Agrippa Postumo sono esposti al mwaxyMuseo archeologico nazionale di Napoli e al mwaxcMetropolitan Museum of Art di mwaxgNew York. Altri oggetti, rinvenuti nelle altre aree di scavo, sono conservati ai Musei della mwaxkReggia di Portici.
Il paese presenta uno dei centri storici più caratteristici e meglio conservati del Vesuviano.
Due tele del mwaxw1749 del pittore napoletano Nicola Cacciapuoti sono conservate nella sacrestia della mwax0chiesa dell'Ave Gratia Plena.
Case coloniche, campagne e panorami del paese furono raffigurati da mwax8Alberto Chiancone nei suoi dipinti.
Geografia antropica
Quartieri
Sin dall'inizio dell'urbanizzazione della mwaymmwayqSilva mala, il territorio si suddivideva in diversi quartieri:
• mwaycAnnunziatella: prende il nome da una piccola cappella dedicata all'Annunciazione esistente già dai primi anni del mwaygXVII secolo. È ancora il centro del cittadina, ospita quasi tutti gli edifici pubblici e parte delle attività commerciali.
• mwayoOratorio: prende il nome da un oratorio dedicato alla mwaysNatività della Beata Vergine Maria la cui prima notizia risale al mwayw1628. La chiesa è tuttora esistente sotto il titolo di mway0Immacolata Concezione.
• mway8Torretta: prende il nome dalla torre di guardia (mwazaXIV secolo). Il quartiere è stato popolato a partire dal secondo dopoguerra e per questo è il più moderno della cittadina.
• mwaziCasavitelli: a monte del paese, distaccato dal centro, prende il nome dalla famiglia Vitelli, proprietaria di grandi terreni in cui è nato il piccolo centro abitato intorno alla Cappella gentilizia dedicata a mwazmSan Gennaro (mwazq1754).
Economia
Le principali attività economiche localizzate nell'area riguardano l'agricoltura, la produzione di vino e le trasformazioni alimentari (prevalentemente a carattere artigianale). Diverse aziende vinicole producono il celebre mwazcmwazgLacryma Christi. Molto importante è la lavorazione artistica della pietra lavica e la produzione artigianale di botti. Quest'ultima sta vivendo un periodo di crisi che ha portato alla chiusura di alcune fabbriche. Al giorno d'oggi il settore più avanzato è quello alberghiero: numerosissimi sono i ristoranti e gli hotel a monte del paese.
Infrastrutture e trasporti
Il comune è servito dalla mwazsstazione di Boscotrecase, aperta nel 2009 e situata in posizione diversa dalla precedente, sulla mwazwferrovia Napoli-Pompei-Poggiomarino della mwaz0Circumvesuviana.
Inoltre, il centro abitato è situato a circa mwaz82 km dall'uscita Torre Annunziata sud-Boscoreale dell'mwaaaautostrada A3 Napoli - Salerno.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1866 | 1870 | Prospero Sorrentino | | Sindaco | [ 8 ] |
| 1870 | 1874 | Prospero Sorrentino | | Sindaco | [ 8 ] |
| 13 dicembre 1988 | 28 novembre 1989 | Luigi Gianfrancesco | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 9 ] |
| 28 novembre 1989 | 27 luglio 1990 | Mario De Paola | | Commissario prefettizio | [ 9 ] |
| 27 luglio 1990 | 10 marzo 1993 | Vincenzo Bandino | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 9 ] |
| 24 marzo 1993 | 12 agosto 1993 | Nunziato Manzo | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 9 ] |
| 12 giugno 1993 | 16 agosto 1993 | Bruno Pettinato | | Commissario prefettizio | [ 9 ] |
| 16 agosto 1993 | 22 novembre 1993 | Bruno Pettinato | | Commissario straordinario | [ 9 ] |
| 22 novembre 1993 | 17 novembre 1997 | Agnese Borrelli | Indipendente | Sindaco | [ 9 ] |
| 17 novembre 1997 | 11 aprile 2002 | Agnese Borrelli | L'Ulivo | Sindaco | [ 9 ] |
| 11 aprile 2002 | 7 maggio 2002 | Fiora Fasano | | Commissario prefettizio | [ 9 ] |
| 7 maggio 2002 | 28 maggio 2002 | Fiora Fasano | | Commissario straordinario | [ 9 ] |
| 28 maggio 2002 | 29 maggio 2007 | Nunziato Manzo | | Sindaco | [ 9 ] |
| 29 maggio 2007 | 8 maggio 2012 | Agnese Borrelli | | Sindaco | [ 9 ] |
| 8 maggio 2012 | 24 febbraio 2016 | Agnese Borrelli | Insieme | Sindaco | [ 9 ] |
| 24 febbraio 2016 | 24 febbraio 2016 | Rose Maria Machinè | | Commissario prefettizio | [ 9 ] |
| 24 febbraio 2016 | 27 giugno 2016 | Rose Maria Machinè | | Commissario straordinario | [ 9 ] |
| 27 giugno 2016 | 5 ottobre 2021 | Pietro Carotenuto | Boscotrecase libera | Sindaco | [ 9 ] |
| 5 ottobre 2021 | "in carica" | Pietro Carotenuto | Boscotrecase libera | Sindaco | [ 9 ] |
Sport
Calcio
La squadra del paese è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Boscotrecase, che milita in mwafmseconda Categoria girone G 2025/2026.
Impianti sportivi
Campo sportivo comunale, circondato dalla mwafypista d'atletica, dove avvengono le partite di mwafcrugby e le partite di mwafgcalcio. Ha ospitato gli allenamenti delle nazionali mwafkseven maschili e femminili durante la mwafoXXX Universiade del mwafs2019 di Napoli.cite-ref-10[10]
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaggmwagkmwagoBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwagsdemo.istat.it, mwagwISTAT.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.boscotrecase.na.it.
• citerefsapere-itBoscotrecase, su sapere.it, De Agostini.
• mwapgVilla di Agrippa Postumo, Metropolitan Museum of Art, NYC, su metmuseum.org.